Rilevazione dati analytics
Google Analytics: come raccoglie i dati

Cominciamo da alcune informazioni specifiche su come Google Analytics raccoglie i dati. Ricordati che la raccolta dei dati dei siti web inizia con uno snippet di codice di monitoraggio in JavaScript da includere in ogni pagina del sito di cui desideri raccogliere i dati.

Il codice di monitoraggio serve a tracciare le interazioni degli utenti che avvengono sul sito web. Tali interazioni vanno dal semplice caricamento di una pagina ad azioni più specifiche, ad esempio il clic sul pulsante di riproduzione di un video o su un link.

raccolta dei dati con Google Analytics

Il codice di monitoraggio di Analytics utilizza il dominio del sito web che stai controllando per definirlo come un “sito” nei rapporti. Una volta implementato il codice di monitoraggio, Google Analytics installa un cookie nel browser dell’utente per quel sito web e tutti i suoi sottodomini. In questo modo è possibile monitorare per impostazione predefinita il traffico su un dominio o sottodominio URL di un solo sito web.

Tieni presente che se installi lo stesso codice di monitoraggio predefinito su pagine con domini diversi, Analytics conteggerà gli utenti e le sessioni separatamente. Se desideri monitorare gli utenti su più domini, devi impostare il monitoraggio interdominio, di cui parleremo più avanti.

Anatomia di un “hit”

Ogni volta che un utente interagisce con il tuo sito web, il codice di monitoraggio di Analytics invia quello che chiamiamo un “hit” a Google Analytics. Un “hit” è una stringa URL con dei parametri che contengono informazioni utili sugli utenti e ha più o meno questo aspetto:

Se scomponiamo la stringa URL, vedremo che sta trasmettendo ad Analytics dei dati utili sull’utente che ha attivato l’hit. Ad esempio, troveremo informazioni quali:

  • La lingua impostata nel browser dell’utente.
  • Il nome della pagina che ha visualizzato.
  • La risoluzione dello schermo del dispositivo utilizzato dall’utente.
  • E infine l’ID Google Analytics che associa l’hit all’account Analytics giusto.

Queste sono solo alcune delle informazioni contenute nell’hit e dipendono da come l’utente interagisce con il sito e da cosa viene monitorato. L’hit include anche altre informazioni, tra cui un identificatore utente generato in modo casuale. Quest’ultimo consente a Google Analytics di distinguere i nuovi utenti da quelli di ritorno.

I più comuni tipi di “hit”

I tre tipi più comuni di hit sono:

  • Gli hit “visualizzazione di pagina”
  • Gli hit “evento”
  • E gli hit “transazione”.

Un hit “visualizzazione di pagina” viene attivato quando un utente carica una pagina web contenente il codice di monitoraggio. Questo è il tipo di hit più comune tra quelli inviati a Analytics: ogni volta che un utente apre una pagina in cui è presente il codice di monitoraggio, ne viene inviato uno nuovo.

Gli hit “evento” ti consentono di registrare le volte in cui un utente interagisce con un certo elemento del tuo sito web. Ad esempio, puoi monitorare i clic degli utenti sul pulsante di riproduzione di un video, su un certo URL o su un carosello di prodotti. Gli hit da evento inviano quattro parametri di dati tramite l’URL: l’azione dell’evento, la categoria, l’etichetta e il valore. Puoi utilizzarli per categorizzare le interazioni all’interno di rapporti specifici per il tuo sito web. Più avanti esamineremo il monitoraggio eventi in modo più approfondito.

Gli hit “transazione” (chiamati anche hit “e-commerce”) trasmettono ad Analytics dati sugli acquisti online, quali i prodotti acquistati, gli ID transazione e gli “articoli gestiti a magazzino” (SKU). Se hai impostato l’E-commerce avanzato in Google Analytics, puoi inviare ulteriori dati relativi all’e-commerce, quali la categoria di prodotto, l’aggiunta o la rimozione di un articolo dal carrello acquisti e il numero di visualizzazioni di un prodotto su un sito web da parte degli utenti.

Ma ve ne sono anche altri, come gli “hit social”, che trasmettono informazioni quali i Mi piace, le condivisioni o la data di un tweet e gli “hit tempi pagine”, che consentono di creare rapporti sui tempi pagine. Tuttavia, gli hit Visualizzazione di pagina, Evento e Transazione sono i tre più comuni.

Tracciamento indirizzi IP e file di log

Fino a qui abbiamo visto alcune delle informazioni trasmesse dagli hit, come la Lingua e il Titolo pagina. Google Analytics arricchisce questi dati utilizzando altre sorgenti come gli indirizzi IP, i file di log del server e altri dati di pubblicazione di annunci. Grazie a queste informazioni aggiuntive, Analytics è in grado di capire molte cose, tra cui:

  • La posizione dell’utente.
  • Le caratteristiche del browser, del sistema operativo e del provider Internet utilizzati dall’utente.
  • L’età e il sesso dell’utente.
  • E la sorgente/mezzo che ha indirizzato l’utente sul sito

Probabilmente riconoscerai molti dei nomi di questi parametri trasmessi dagli hit o arricchiti con dati aggiuntivi, dato che poi vengono convertiti nelle dimensioni che danno vita ai tuoi rapporti in Google Analytics. Ricordati che le dimensioni non sono altro che un modo per categorizzare dei dati statistici, quali le metriche per un certo “paese” o “tipo di dispositivo”.

Una volta che l’hit è stato inviato a Google Analytics e aggregato ad altri dati, tutte le informazioni sono pronte per essere elaborate dai server di Analytics. Capire il modo in cui Analytics raccoglie ed elabora i dati ti aiuta a comprendere meglio anche i rapporti e il significato dei dati stessi.

 


This post has been taken from the video lessons freely available on Google Analytics Academy. Analytics Academy by Google is a set of free online courses that helps you learn about Google’s measurement tools so that you can grow your business through intelligent data collection and analysis.


 

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