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    Negative Keywords Parole Chiave a Corrispondenza Inversa

    Negative Keywords o Parole Chiave a Corrispondenza Inversa: cosa sono e come utilizzarle

    Cosa si intende per parole chiave a corrispondenza inversa?

    Le parole chiave a corrispondenza inversa (o negative keywords) servono per impedire che gli annunci delle campagne pubblicitarie della tua azienda compaiano in corrispondenza di query di ricerca non pertinenti.

    Ad esempio, supponiamo che la tua azienda stia utilizzando campagne di advertising PPC (Pay-Per-Click) su rete di ricerca per pubblicizzare Appartamenti in Vendita a Milano. Se qualcuno, nell’area geografica coperta dalla campagna, utilizza Google per cercare Appartamenti in affitto a Milano, l’annuncio potrebbe entrare nell’asta e competere per comparire tra i risultati di ricerca.

    Se l’annuncio dovesse comparire nei risultati di ricerca, risulterebbe irrilevante per una persona che sta cercando appartamenti in vendita. Questo potrebbe comportare due conseguenze negative:

    • l’annuncio finirebbe per essere ignorato dall’utente, riducendo anche la percentuale di CTR – Click Through Rate
    • oppure l’utente potrebbe cliccarci sopra, atterrare sul sito web e rendersi quindi conto che non corrisponde a quello che stava cercando. La tua azienda avrebbe pagato per un click irrilevante.

    Aggiungendo Affitto come parola chiave a corrispondenza inversa o negative keyword, è possibile evitare tutte e due queste conseguenze negative.


    3 diversi tipi di Negative Keywords

    Quando si vanno ad aggiungere parole chiave a corrispondenza inversa in Google Ads, è possibile farlo a livello di account, campagna o gruppo di annunci.

    Esistono poi 3 differenti tipologie di negative keywords:

    • Parole chiave a corrispondenza inversa GENERICA
    • Parole chiave a corrispondenza inversa A FRASE
    • Parole chiave a corrispondenza inversa ESATTA

    Parole chiave a corrispondenza inversa GENERICA

    Le parole chiave a corrispondenza inversa GENERICA impediscono la pubblicazione dell’annuncio se la ricerca contiene tutti i termini della parola chiave esclusa, anche se in un ordine diverso. L’annuncio potrà comunque essere pubblicato se la ricerca contiene solo alcuni termini della parola chiave.

    Per comprendere meglio, Google riporta questo esempio.


    Parole chiave a corrispondenza inversa A FRASE

    Le parole chiave a corrispondenza inversa A FRASE impediscono la pubblicazione dell’annuncio quando la ricerca contiene i termini esatti della parola chiave nello stesso ordine. Ecco l’esempio che fa Google per chiarire:


    Parole chiave a corrispondenza inversa ESATTA

    Le parole chiave a corrispondenza inversa ESATTA impediscono la pubblicazione dell’annuncio quando la parola chiave a corrispondenza inversa è identica alla query di ricerca. Di seguito l’esempio utilizzato da Google:

    A cosa servono le parole chiave a corrispondenza inversa?

    Le parole chiave a corrispondenza inversa consentono di escludere i termini di ricerca dalle campagne a pagamento su rete di ricerca. In questo modo aiutano a concentrare il budget solo sulle parole chiave importanti per i potenziali clienti.

    Una targettizzazione migliore delle campagne può far si che l’annuncio sponsorizzato della tua azienda compaia in modo mirato agli utenti interessati. Consente inoltre di incrementare il ritorno sull’investimento (ROI).


    L’importanza delle parole chiave a corrispondenza inversa

    Come abbiamo già detto, mostrare l’annuncio della tua azienda a qualcuno che non è interessato alla tua attività, determinerà uno spreco di impressioni e di clic.

    Pagare per click di utenti non interessati, è uno spreco. Questo è evidente.

    Mentre merita un chiarimento ulteriore il perché anche le impressioni registrate su di un target non interessato, siano controproducenti.

    La percentuale CTR (Click Through Rate) dell’annuncio, misura la frequenza con cui le persone che visualizzano l’annuncio, vi cliccano sopra. Quanto più spesso le impressioni si trasformano in click, tanto più alto sarà il CTR e quindi l’effettivo interesse dell’utente per l’annuncio.

    Al contrario, ogni volta che l’utente visualizza l’annuncio ma non ci clicca, il CTR diminuisce.

    Perché questo è importante?

    Perché il punteggio di qualità assegnato alla parola chiave correlata all’annuncio, è determinato, in parte, dalla percentuale di clic prevista. Minore è il CTR previsto, minore è il punteggio di qualità. A sua volta, un punteggio di qualità inferiore produce un ranking dell’annuncio inferiore e un costo per clic (CPC) maggiore.

    In altre parole, un CTR in calo, come risultato della corrispondenza dell’annuncio a query non pertinenti, segnala a Google l’annuncio non è particolarmente pertinente o utile per le persone raggiunte. L’algoritmo impara che l’annuncio non è di qualità e ne abbassa il quality score, quindi la delivery e soprattutto rischia di incrementare il CPC.


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    Paola Rovati

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