Perchè KAUKY

Scopri le fantasiose leggende all'origine del nome KAUKY!

Ti stai chiedendo qual è il significato del nostro nome? Vorresti saperne di più su quali sono le sue radici e da dove deriva? Eccoti accontentato!

In molti ci hanno chiesto spiegazione dell’origine del nome KAUKY.COM, dobbiamo ammettere che in realtà si tratta di un nome di fantasia creato in modo casuale.

Dopo nottate passate a decidere come chiamarci, da un intenso brainstorming è emerso KAUKY. Ci è piaciuto il suono, la rappresentazione grafica e l’idea che, essendo un termine inesistente, lascia libero spazio alla fantasia e all’immaginazione.

Da un gioco di creatività sono poi nate alcune fantasiose leggende che hanno cercato di ricostruire la possibile origine del nostro nome.

Riportiamo di seguito una serie di brevi racconti tematici ideati per noi dall’abile mano di un amico scrittore. Buona lettura!

 

KAUKY

K is for kindle, the warmth in others
A is for able, for you surely are
U is for unbreakable, your spirit is strong
K is for keen, your sense of honesty
Y is for yeasty, exuberantly creative

Approfondimenti

KAUKY BAU

Si aggirava sperduta, annusando dappertutto sull’argine di Po che circonda il paese di Portalbera, in Provincia di Pavia,alla disperata ricerca di qualcosa di commestibile.

L’avevano avvicinata con circospezione, non tanto per tema di una aggressione, quanto invece che fuggisse spaventata. Invece si era lasciata raggiungere fiduciosa, scodinzolando con quel modo caratteristico che le fa muovere anche il sedere.

Si era lasciata sollevare, pesava come un fuscello, senza fare resistenza. Come ti chiamiamo? Non si sa come, è uscito KAUKY.

Da allora quel cucciolotto non si è più allontanato ed è diventato la mascotte del team a cui ha dato il nome.

KAU-KY: IL LAGO DI KAU

La leggenda narra che in Finladia o Suomi, nella terra dell’acqua, vi sia un lago chiamato KAU-KY. Pare che il nome gli sia stato attributo dagli abitanti del vicino villaggio di pescatori sulla base di un racconto tramandato di generazione in generazione. Il racconto parla dell’esistenza di un misterioso luccio gigante che, per oltre 25 anni, ha abitato i fondali del lago e che pare avesse stretto una particolare amicizia con uno dei pescatori del villaggio.

Leggi il racconto in versione integrale.

KA-UD-KY?

Quando i Galli Marici raggiunsero ed occuparono la pianura padana, le locali originarie popolazioni liguri si sentirono rivolgere la domanda: ka-ud-ky? (Ca ad chi? )

Che nella loro lingua significava “chi comanda qui?”… e nei secoli s’è trasformata nel dialetto attuale, con il significato di “casa di chi?” che in senso lato significa sempre “chi comanda qui?

LA ZUPPA DEL RE KAUN-KY

Anna e Giorgio erano arrivati a Phonsavan (Laos), Piana delle Giare, tristemente nota negli anni della guerra in Viet-Nam.

La guerra era finita da un paio d’anni e le condizioni dei villaggi della regione era comunque quella di cent’anni prima.

Gli americani avevano sganciato una enorme quantità, milioni, di bombe a grappolo, le Cluster bomb. I laotiani ne avevano recuperato i contenitori, una sorta di baccello metallico, e con questi avevano addobbato le finestre delle capanne utilizzandoli come fioriere.

Pare che, da una conversazione con gli abitanti locali, i due turisti siano venuti a conoscenza di una leggenda secondo cui il mitico re Kaun-Ky era solito gustare con la sua corte una zuppa preparata all’interno della più grande delle giare disseminate sull’altopiano di Xiangkhoang, zuppa che aveva preso origine dal suo nome, kauky.

La zuppa kauky è composta da carne di maiale e pollo, tagliata a pezzetti e unita a succo di lime, coriandolo, erba cipollina, peperoncino e riso cotto pressato e poi appallottolato. Solitamente è accompagnato da verdure tra cui melanzane, peperoncino fresco e foglie di senape.

DALLA LEGGENDA ALLA STORIA: I CAUCHI

I Cauchi sono stati un vero popolo guerriero insediato tra i fiumi Weser ed Elba con sbocco a nord sul mare dei Frisoni. Entrato in conflitto con i Romani, ne fu più volte battuto. Erano soliti compiere scorrerie con le loro veloci navi simili a quelle Vikinghe, lungo le coste di quel territorio dove, come diceva Cesare nel De Bello Gallico, incolunt Belgi.

KAUKY PER ASPIRANTI JEDI

Il KAUKY, per chi non lo sapesse non essendo un cultore di Stars War, è il componente fondamentale per ottenere l’effetto stroboscopico della visione degli aspiranti Jedi nell’allenamento a prevenire i colpi delle spade laser degli avversari, cogliendoli come rallentati.

LIBERE INTERPRETAZIONI

Quando era solo un batuffolo che faceva fatica a reggersi sulle gambe, Paola aveva sentito più volte il nonno dirle “cücachì”, che nella sua espressione dialettale stava a significare “prendi questo”; ma lei non riusciva a riprodurre quel suono e le usciva un “cauì”, proprio con l’accento sulla i. Quando ha dovuto dare un nome alla propria azienda, ripensando al nonno, ha deciso per un chiaro KAUKY

LEGGENDARIA BUFALA MEDICA

Ad uno sprovveduto studente di Medicina, goliardici medici universitari, avevano raccontato, in vista del suo esame d’oculistica che “ il professor Ezechiele Kauky, eminente chirurgo boemo, nel 1898 ha messo a punto una tecnica chirurgica per la correzione dello strabismo divergente con l’inversione del chiasma ottico. Lui usava l’accesso frontale, ma successivamente i suoi allievi avevano messo a punto una tecnica che attraverso l’etmoide permetteva di giungere ugualmente alla base cranica. Ovviamente si rischiava di ledere il nervo olfattivo, ma l’effetto estetico era molto migliore!”.

Richiesto di parlare dello strabismo, all’esame di Oculistica, lo studente si era lanciato in una appassionata dissertazione sull’intervento di Kauky, procurando un attacco apoplettico al docente che lo stava esaminando!

UN ORIGINALE COPRICAPO

Il KAUKY, in Friuli, è giunto con le orde dei Cosacchi che, fedeli ai nazisti, durante la seconda guerra mondiale erano stati spostati a crearsi una nuova patria in quelle regioni. E’ una parte del copricapo, un rotolo di stoffa, che le donne sposate mettevano dietro alla testa, arrivando fino alle orecchie e che poi fissavano con un lungo merletto alla shlychka.

I Cosacchi sono spariti, travolti dalla guerra, ma in alcune malghe le donne locali l’hanno inserito nel loro corredo fino alla fine degli anni novanta.

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